Il progetto H2iseO riceve un’importante spinta con la posa del nuovo elettrolizzatore da 5 MW presso l’impianto di Edolo, avvenuta il 28 novembre.
Questa installazione rappresenta un elemento fondamentale per completare la stazione di rifornimento di idrogeno, promossa da un sodalizio di enti tra cui FNM, FERROVIENORD e Trenord con il sostegno della Regione Lombardia.
L’elettrolizzatore, fornito dall’azienda IMI, svolge un ruolo cruciale nel supportare la futura operatività di treni a idrogeno sulla linea Brescia-Iseo-Edolo.
Specifiche tecniche e importanza dell’elettrolizzatore
L’installazione del nuovo elettrolizzatore da 5 MW segna un punto di svolta nella produzione e distribuzione di idrogeno sull’importante linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo.
Questo elettrolizzatore fa parte delle infrastrutture indispensabili per l’alimentazione dei nuovi treni a idrogeno.
Con una capacità di produzione notevole, esso permetterà di generare idrogeno in quantità sufficiente per garantire l’efficienza e l’efficacia operativa della flotta green.
Il progetto H2iseO e il futuro del trasporto ferroviario
Il progetto H2iseO è parte di una visione più ampia per la trasformazione delle infrastrutture ferroviarie in Lombardia, puntando sull’utilizzo di energia pulita.
Oltre alla linea Brescia-Iseo-Edolo, si prevede un ampio sviluppo del network ferroviario regionale tramite potenziamenti tecnologici e integrazioni strutturali.
Foto: FNM

L’idrogeno “verde” è la seconda più grande truffa planetaria di sempre!
Non stoccabile né trasportabile (per via dell’embrittlement) non esiste puro in natura, ed estrarlo dai suoi composti, tipo l’acqua con gli elettrolizzatori, per il principio sull’inesistenza del moto perpetuo (universalmente valido anche con “macchine chimiche”) comporta che l’energia assorbita, a monte del processo di produzione,sarà di gran lunga maggiore di quella che la combustione dell’idrogeno restituirà, a valle del processo.
Tutti, ma proprio tutti, i “progetti”, che implicano idrogeno verde, sono già falliti. E falliranno pure tutti quelli in itinere. Tra l’altro questo h2iseo già deve considerarsi fallito, visto che non impiegherà, in nessun caso, idrogeno verde, ma, in larga parte, idrogeno grigio, partendo dal metano. Il passaggio da metano ad idrogeno fa sprecare almeno il 75% dell’energia iniziale disponibile e produce almeno 4 volte il quantitativo di CO2 che se si fosse usato direttamente metano (se il problema era l’elettrificazione…). Il tutto avrà comunque durata breve: dopo 5000 cicli di compressione/decompressione (per il carico dei serbatoi servono più cicli sulle valvole) è già tutto da sostituire (perchè, per l’enbrittlement, la componentistica si crepa) e non ci saranno pezzi di ricambio disponibili, visto che la casa madre ha già detto che dismette la produzione (anche se non si fa di certo scappare la commessa iniziale di questi treni: autentico pacco, doppio pacco e contropaccotto!)